Marcelo Rossi

FIJLKAM Federazione Italiana - Ostia, Italia - 2009

 

Progetto: FIJLKAM. Federación Italiana Judo-Lucha-Carate-Artes Marciales

Città: ORTE – Roma - Italia

Anno: 2009

Cliente: CONI – Federazione Italiana

Servizi Professionali / Tipo: Progetto Definitivo

Dimensioni: 4.500 mq.

 


 

 

Palazzetto per attività sportive e servizi annessi (edificio 1)
..."edificio primario del complesso sportivo realizzato con copertura in legno lamellare dalla
geometria particolare, all'interno è costituito da due aree di servizio annesse all'impianto, (separate
e distinte) per i due accessi indipendenti del pubblico, nelle quali confluiscono anche le uscite di
sicurezza degli spettatori. Sono presenti altre due aree di servizio annesse all'impianto, (separate e
distinte) l'una per l'accesso all'impianto degli atleti e l'altra utilizzata per l'accesso ai servizi di
pronto soccorso, con la possibilità dell'avvicinamento e la manovra dei mezzi di soccorso e di
eventuale presidio di un autoambulanza durante le manifestazioni sportive. Nelle ultime due aree
confluiscono le uscite di sicurezza degli atleti. L'impianto è distribuito principalmente su un livello
ove è realizzata la zona di attività sportiva, a forma circolare, con un diametro di circa 60 mt., di
altezza di circa 16 mt e con un piano di gioco da 44,00 x 33,00 mt, che consente l'effettuazione di
gran parte delle discipline sportive. Tale zona è comunicante con gli spogliatoi atleti ed arbitri e i
rispettivi servizi annessi, e con vie di esodo ed uscite di sicurezza indipendenti dagli spettatori; la
zona spettatori circonda, essendone separata la zona sportiva, tale zona ed è realizzata su gradoni
e risulta comunicante con i corrispondenti servizi accessori e indipendenti vie ed uscite di sicurezza.
La zona di servizi di supporto è costituita dal primo soccorso e risulta facilmente accessibile sia dal
pubblico che dagli atleti ed è direttamente servita da un area annessa scoperta. Al livello interrato
sono posizionati i depositi di attrezzature sportive"...
Il palazzetto, internamente, non viene interessato dai lavori, ma lo è per la manutenzione ordinaria
esterna delle parti in c.a. a faccia a vista, oltre che per le parti di collegamento con l'edificio di
nuova costruzione. Per questi punti sono previste opere di demolizione parziale tramezzature e
porzioni di solai, ricostruzioni e finiture.
L'area di intervento è molto contenuta, sarà possibile circoscriverla per il cantiere, isolando il
palazzetto da polveri e rischi, e non produrrà quindi disagi alle attività sportive.
Uno dei servizi igienici adiacenti all'ingresso degli spettatori sarà smantellato, ma in previsione
dell'assetto futuro esso non ha implicazioni particolarmente gravose sui fruitori per cui anche
questo non è da considerarsi un reale disagio.
Palestre, Servizi Palazzetto, Uffici Federali (edificio 2)
..."questo nuovo complesso si sviluppa su quattro livelli di cui il primo interrato. Questo livello è
direttamente connesso con il palazzetto tramite una rampa ed una scalinata di accesso. I locali
interrati ospitano un ampio deposito a servizio del palazzetto sul lato destro, mentre il lato sinistro
e la parte frontale ospitano due ampie palestre"...
Il nuovo edificio, per tanti motivi, è stato orientato come gli edifici esistenti, come in parte già
accennato precedentemente:
• per il suo senso di appartenenza al complesso degli edifici comuni, mantenendo al
contempo il giusto distacco dal palazzetto;
• per creare spazio davanti ad esso, proseguendo la trama urbanistica dell'insieme, come se
lo stesso fosse il completamento di un progetto originario unico
• per dare un fondale più forte al percorso di accesso degli spettatori, accogliendoli grazie
anche al parco che così si crea piuttosto che respingerli con uno spigolo del fabbricato...
Nello stesso tempo esso segue due orientamenti. Quello superiore, degli uffici della Federazione,
orientato quindi parallelamente agli altri edifici, e quello inferiore ‐ del bar a servizio del palazzetto
‐ orientata invece parallelamente ai servizi dello stesso palazzetto esistenti al livello interrato. In
questo modo l'edificio diventa una sorta di cerniera tra l'insieme degli altri edifici e il palazzetto,
unico collegamento vero tra attività differenti, benché intimamente affini, che di fatto fanno
capo alla Federazione.
Al livello seminterrato, aperto verso la pineta, sono poste le due palestre, ridistribuite per fornirle
entrambe di piccoli depositi, spogliatoi e servizi igienici, divisi per sesso, così da poterle utilizzare
eventualmente anche per attività estranee al palazzetto. Ad esse si accede da un ampio atrio, posto
baricentricamente e fulcro dell'insieme. Esso è infatti il punto di confluenza dei percorsi di
connessione con il palazzetto (rampa e scala esistenti), del percorso di arrivo dagli altri edifici,
foresterie, mensa ecc. (scala a cielo aperto), e dal nuovo parcheggio a servizio della federazione
(passeggiata nel verde). Quest'ultimo percorso in realtà confluisce idealmente nell'atrio, e da esso
è visibile, ma ne è separato funzionalmente tramite porte vetrate (doppie, REI 120 con sistema di
auto chiusura, così da creare un filtro tagliafuoco in sovrappressione verso gli uffici). Un ulteriore
accesso avviene attraverso la rampa carrabile esistente, attualmente utilizzata per la
movimentazione dei materiali e per l'accesso ai locali tecnici, che funge sia per quanto già descritto
che come via di fuga in caso di emergenza, ma anche, all'occorrenza, come accesso dall'esterno per
eventi o attività diverse occasionalmente aperte al pubblico. L'accesso dal parcheggio di nuova
formazione, dedicato agli uffici della Federazione, avviene attraverso un percorso‐passeggiata nel
verde, leggermente degradante verso l'edificio, che crea una pausa tra lo spostamento in auto e
l'inizio dell'attività d'ufficio. Questo percorso è ovviamente dedicato agli addetti, seppure
percorribile da chiunque.
La superficie degli spogliatoi è stata leggermente aumentata per poterli, appunto, separare per
sesso e fornire entrambe le palestre di autonomia di utilizzo (due spogliatoi ogni palestra).
Agli spogliatoi si accede direttamente dall'atrio, tramite corridoi dedicati, e da questi si entra infine
alle palestre. In questo modo si evita di passare nelle palestre per entrare agli spogliatoi,
mantenendo il corretto rapporto "piedi nudi e piedi calzati".
Le palestre sono concepite come spazi regolari, simmetrici, nei quali anche la maglia strutturale
verticale e orizzontale diventa rilevante. Le pareti sono immaginate come schermi su cui il cemento
armato a faccia a vista diventa fondale per i rivestimenti in legno, contorna le aperture vetrate
verso il giardino, completamente verde, crea le occasioni per inserire le uscite di emergenza in
modo che esse, comunque vetrate per dare respiro allo spazio, siano in un certo senso poco
presenti (le vetrate di fondo delle palestre sono schermi vetrati diafani che non nascondono quello
che succede da entrambe le parti. Il giardino, sempre visibile, diventa quindi elemento di
meditazione e rilassamento per chi sta dentro, in funzione di attività marziali che traggono
origine da "energia della mente", e allo stesso tempo gli atleti, visibili da chi sta fuori, danno
significato al complesso e ne confermano il valore sportivo.
Al livello terra, rialzato di 90 cm, ..."sempre con accesso diretto dal palazzetto si sviluppano una
serie di ambienti composti nell'ordine di sequenza da un'ampia sala caffetteria servita da un bar
interno ed un salone per ricevimenti. Da qui si accede, attraverso un corridoio alla zona delle sale
riunioni segreterie, delegazioni tecniche, centro stampa, raggiungibile anche da un ingresso
dedicato con una scala e ascensore che porta ai piani superiori e alla palestra al piano inferiore"...
Questo livello, ancora più che quello interrato, è stato rivisto integralmente per poter ottenere:
• Caffetteria con spazi idonei per la pausa ristoro, in piedi, al bancone bar, o seduti ai tavolini;
Relazione di Progetto ‐ pag. 8/27
• Accessi e ingressi dal palazzetto e dall'esterno consoni all'importanza dell'attività;
• Separazione tra la caffetteria e il salone, con la possibilità di utilizzo contemporaneo
separato ma anche, all'occorrenza, unitario, grazie alle porte scorrevoli che ne regolano i
mutui accessi;
• Caratterizzazione delle aree riunioni e sala stampa, con affacci sempre verso il verde e
distaccati dall'area degli spettatori;
• Servizi igienici separati per area funzionale e per sesso, opportunamente schermati verso gli
spazi comuni.
Il bar caffetteria è integrato nel muro curvo di sfondo, con il bancone in muratura a stucco
spatolato come il muro stesso, e ha origine fin da dentro il palazzetto. Il muro è accompagnato da
binari elettrificati a soffitto, curvilinei anch'essi, quasi a voler guidare gli avventori.
Sul muro curvo si inseriscono una nicchia‐museo per piccoli oggetti o trofei, le mensole di mescita
del bar, i varchi dei servizi, gli accessi alle sale stampa e riunioni, insomma esso si configura come
"elemento strutturale abitato", schermo separazione ma anche luogo di tramite per la
conversazione, scambio di informazioni, comunicazione. La nicchia‐museo richiama le altre, simili,
dei muri curvilinei del Museo dello Sport (edifici 5 e 6), per rafforzare il linguaggio comune tra le
parti del complesso.
La sala stampa è stata spostata verso la pineta, per tributare la giusta privacy in funzione delle
personalità abitualmente interessate all'utilizzo, ed è stata caratterizzata con un volume
emergente dalla sagoma dell'edificio, visibile dal parcheggio dedicato che, occasionalmente,
potrebbero utilizzare i giornalisti accreditati.
A questo piano si accede quindi dal palazzetto e dall'esterno ‐ spettatori e pubblico, separati dagli
addetti e dagli atleti ‐ e dal piano inferiore tramite la scala interna e l'ascensore (entrambi separati
da compartimentazioni e porte tagliafuoco).
Da questo livello l'edificio si conforma come un unico volume tagliato in due dal vano scalaascensore.
Il piano terra, con i volumi emergenti, e orientati diversamente, della caffetteria bar, dei
servizi e della sala stampa, si legge un po' come una sorta di zoccolo su cui poggiano i due livelli
superiori, degli uffici (anche se in parte essi appoggiano direttamente sul terreno).
Il senso del taglio centrale racchiude e individua l'ingresso principale, sia alla quota del piano
seminterrato che a quella del piano terra, e vuole dargli la giusta importanza. Esso divide
l'edificio in due parti, di cui una più piccola, che trova riscontro dimensionale nelle destinazioni di
piano. Allo stesso tempo permette di "guardare" dentro l'edificio, altrimenti chiuso ed ermetico
come quelli esistenti, evidenziando la tecnologia di cui esso è fatto: la scala è in acciaio verniciato
con pedate in pietra, il vano ascensore e i cavedi tecnici sono rivestiti in pannelli metallici, le
passerelle di collegamento tra le due parti dell'edificio sono metalliche, sottili per quanto
possibile, così da rendere il tutto più leggero e trasparente possibile.
Il vano scala è uno spazio a tutta altezza, con affacci interni tra i piani, per creare la giusta
introspezione verso le aree comuni
Il collegamento con il palazzetto avviene tramite una passerella vetrata, quasi inesistente per la
sua trasparenza. Essa vuole essere un filamento che diparte dal palazzetto, toccando lo stesso
con leggerezza così da non interromperne la linea fluida del contorno.
La passerella è resa ancora più leggera da uno specchio d'acqua che la stacca da terra riflettendone
l'immagine.
I due livelli superiori, degli uffici della Federazione, sono sostanzialmente uguali. La variazione
effettiva rispetto al progetto preliminare, oltre all'orientamento, consiste nella riduzione delle
superfici dei corridoi, quindi dell'ottimizzazione della superficie costruita, e nella caratterizzazione
del vano scala‐ascensore. Questo è collocato in modo baricentrico, nella fenditura dell'edificio, e
viene così ad avere il doppio affaccio, di cui uno con terrazzo annesso da utilizzare sia come spazio
calmo sicuro in caso di emergenza che come luogo di sosta e riposo.
La fenditura dell'edificio crea l'occasione per differenziare gli uffici normali dalle sale riunioni al
primo piano, e dalla Direzione‐Presidenza al secondo piano.
La Direzione‐Presidenza è stata separata dal resto, tramite una porta vetrata parzialmente
serigrafata, e attua un'area funzionale autonoma per servizi e archivi. La sala d'attesa relativa è
posta tra questo e il vano scala, per godere anch'essa del terrazzo e degli affacci interni.
Sulla copertura trovano posto le unità di trattamento aria e condizionamento e i pannelli solari
fotovoltaici, e ad essa si accede dalla scala principale che arriva fino in cima.

 
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