Marcelo Rossi

Impianto Energia Eólica - Cinisi, Italia – 2001

Progetto: “PAESAGGI DEL  VENTO” WINDENERGY PLANT

Città: CINISI - ITALIA

Anno: 2003

Cliente: ERGA E LEGAMBIENTE

Servizi Professionali / Tipo: Concept  project


2° Premio

 

presidente di giuria GIANCARLO DE CARLO
Può esistere una nuova immagine del paesaggio, ma la materia è antica. Sul Monte Pecoraro dominano il Vento, la Vegetazione e le Pietre.
Il volto di un uomo che si incammina salendo dalla pianura verso la cima, avverte sempre più forte il movimento dell’ aria, come respiro e anima del luogo. Sente che il verde delle piante perde umidità e acquista luce e sole, tendendo quasi, finalmente, al giallo. E le pietre accompagnano e sostengono la salita, danno un senso di stabilità e di durata.

IL PROGETTO: Nastri lineari di muri in pietra che a partire da un tronco - come rami di un albero – si fanno portare dal vento, modellano sotto un profilo spaziale e paesaggistico il luogo.
Gli spazi proposti, nascono dalla fluida geometria della rete di sentieri di pietra (nastri), e dalla sua relazione con il territorio circostante.

 

RELAZIONE COMPLETA

Può esistere una nuova immagine del paesaggio, ma la materia è antica. Sul Monte Pecoraro dominano il vento, la vegetazione e le pietre.

Il volto di un uomo che si incammini salendo dalla pianura verso la cima, avverte sempre più forte il movimento di aria, come respiro e anima del luogo. Sente che il verde delle piante perde umidità e acquista luce e sole, tendendo quasi, finalmente, al giallo. E le pietre accompagnano e sostengono la salita, danno un senso di stabilità e di durata.

 

Vento: E’ un elemento di forte presenza, che nel corso degli anni ha modellato e scolpito tutto ciò che, nel paesaggio, vive e si muove, o comunque, esiste. E’ un po’ come il respiro del Monte, il soffio che lo anima (in greco il termine per dire vento è anemos, in latino animus).

 

Vegetazione: Ogni piccolo elemento di vegetazione testimonia la ricerca di un difficile equilibrio tra la spinta interna a crescere verso il sole sviluppandosi in altezza, e la forte impressione esteriore ricevuta giorno dopo giorno dal vento. L’energia di ogni pianta risulta, così, deviata e ritorta. I pochi arbusti restano ancorati alla terra e in essi il vento esiste, ancora, in forma implicita.

Nei rari casi, poi, in cui il seme era così forte da dare vita ad un albero, esso risponde a una sofferta vita laterale; ha piegato la sua linfa adeguandosi alla direzione dell’aria, e appare quasi l’immagine fotografica di un’esistenza in movimento. Senza dubbio, la potente figura di uno di questi esemplari ci ha fatto pensare a come abbia potuto organizzarsi attraverso gli anni, crescere, sopravvivere e formarsi una propria struttura interna, che pure conservi fedelmente l’impronta lasciata dal vento.

 

Pietre (muri a secco): La terra del Monte Pecoraro è una terra magra e ossuta, asciugata e riarsa, di cui le pietre sono le ossa.

Era usanza che i contadini accatastassero da un lato le pietre più grosse, la cui presenza rendeva impossibile qualsiasi coltivazione. Si formavano così dei muretti a secco che venivano poi usati per dividere e definire una proprietà rispetto all’altra.

Il Progetto

Nastri lineari di muri di pietra che a partire da un tronco - come rami di un albero – si fanno portare dal vento, modellano sotto un profilo spaziale e paesaggistico il luogo destinato all’intervento.

Gli spazi proposti, nascono dalla fluida geometria della rete di sentieri di pietra (nastri), e dalla sua relazione con il territorio circostante.

I Nastri

Si strutturano nel paesaggio del Monte Pecoraro in modo tale da permettere a ciascun visitatore di intraprendere la salita in maniera individuale. E’ stata pensata un’iniziale distanza tra un percorso e l’altro e per ciascuno caratteristiche differenti.

Tali sentieri danno ai visitatori la possibilità di camminare osservando gli aerogeneratori da distinti e mutevoli punti di vista, offrendo implicitamente una percezione attiva e sempre nuova di tali strutture rispetto allo sfondo. In alcuni momenti si potrà da una distanza di almeno 200 m apprezzare l’apertura del paesaggio, e in esso la grandezza gigantesca di questi nuovi elementi, mentre, in altri momenti, i percorsi di pietra ci condurranno silenziosamente fin quasi sotto gli aerogeneratori per poter sentire, e forse apprezzare, il rumore particolare prodotto dalle pale che si muovono nell’aria.

I nastri ci conducono verso l’alto salendo in modo lineare e leggermente curvilineo, intersecandosi in alcuni punti, e permettendo al visitatore di cambiare sentiero. Infine confluiscono riunendosi tutti in un punto – figurativamente il tronco – che è il più alto del Monte Pecoraro e da cui si domina il panorama più importante.

Gli Aerogeneratori

Rispondono in maniera lineare al profilo del Monte Pecoraro. Il posizionamento fornito come lay-out (proposto nel bando) si è mantenuto quasi inalterato, garantendo in questa maniera la maggior efficienza nella produzione di energia. La nostra proposta permette di utilizzare al meglio la strada esistente, da cui si accede facilmente a ciascuno dei punti del nuovo lay-out. Tale strada è utilizzata per il 90 % del suo percorso esistente e dovrà essere allargata a 4 m solo in alcuni tratti attraverso un lieve intervento paesaggistico.

La Tipologia di Intervento

A partire dal “muro a secco” che è presenza costante in questi paesaggi, si crea un elemento orizzontale che accompagna questo muro.

Accostiamo così, molto semplicemente, due elementi spaziali: uno verticale – il muro di pietre a secco – che va cambiando e modellandosi a seconda dei diversi caratteri del medesimo terreno, e uno orizzontale – un semplice nastro di ghiaia – utilizzato per passeggiare, fermarsi ad osservare, correre o andare in bicicletta.


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