Marcelo Rossi

2° Premio - Arabsat - Riyadh, Arabia Saudita - 2008

Progetto: ARAB SATELITE COMMUNICATIONS – KIGNDOM OF SAUDI ARABIA – ARABSAT

Città: ARRIYADH – SAUDI ARABIA

Anno: 2008

Cliente: ARRIYADH DEVELOPMENT AUTHORITY

Servizi Professionali / Tipo: Progetto Preliminare

Dimensioni: area servizio al cliente      585         mq.
                      area tecnica                         854         mq.
                      area CEO                             828         mq.
                      area servizi finanziari        502         mq.
                      area di servizio                   2321      mq.
                      Area Totale netta               5166      mq.
                      Parcheggio                          7600      mq.

Con: PRAS Consulting -  AI Associati - arq. Raul Deinguidard

         arq. Fernando ARIAS, arq. Lucas ASENSIO, arq. Matías AUDANO, arq. María VEGA

 


 

ARABSAT NEW HEAQUARTERS

ARABSAT è una società in continua crescita che opera nel campo delle telecomunicazioni satellitari.
L’obiettivo che si pone è la diffusione di dati e trasmissioni radio-televisive su un vasto territorio, che comprende l’intero mondo arabo, zone sub-sahariane, vaste aree dell’Europa e dell’estremo oriente.
Il progetto architettonico intende identificare e fondersi con le funzioni di ARABSAT, mettendone in rilievo la vocazione e la missione.

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L’edificio sorge dalla sabbia, assecondandone le tonalità e simulandone le increspature per il vento. L’involucro, con un andamento fluido ed ondulato, è quasi una duna del deserto; è realizzato con materiali naturali, pietra e sabbia locale, e rappresenta un forte segno di tradizione.

Nasce quindi dalla tradizione in cui si posiziona, dalla sabbia stessa su cui è fondato, per proiettarsi verso lo spazio.

 

Il concetto del progetto si fonda su una dualità di intenti, per rappresentare i due mondi, che di fatto compongono la quotidianità dell’attività svolta: 

  • il mondo urbano in cui l’edificio nasce, tradizionale, mistico, estremo per le sue temperature e per il forte colore del deserto;
  • il mondo nazionale-internazionale, fatto di segnali radio televisivi, tecnologico e moderno, proiettato sempre in una dimensione extrasensoriale.

 

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Già dall’esterno è possibile individuare la dicotomia del progetto. Le fenditure ne lasciano intravedere la modernità e la tecnologia.

Come un satellite, dall’esterno manifesta semplicità, ma è possibile immaginare l’alta tecnologia racchiusa al suo interno.

 

 

 

 

 

Il MURO-GUSCIO esterno è composto da pareti in c.a. con una maglia in acciaio. 

Esso chiude, in un certo qual modo, l’esterno, per creare le condizioni di privacy e di tranquillità di cui ARABSAT necessita per le sue attività.

Ma il muro-guscio è, allo stesso tempo, interrotto da tagli orizzontali, variabili, che permettono alla luce naturale di raggiungere e servire gli ambienti interni, ma anche alle persone che vi lavorano di vivere la città intorno. Il muro-guscio, quindi, chiude senza vincolare, protegge senza occultare, dà forza senza spaventare, esprime austerità senza irrigidire.

Il muro-guscio segue un andamento fluido, ondulato, come ad accompagnare il paesaggio delle dune di sabbia.

 

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La copertura é caratterizzata da molteplici e diverse bucature che hanno la funzione di portare luce all’interno dell’edificio, creando altresì un tetto giardino, che tempera e regola la temperatura in modo naturale, espandendo gli spazi interni.

La PIAZZA DI ACCESSO è parzialmente coperta da una struttura a forma di parabola, come segno visibile della tecnologia che configura gli interni dell’organismo architettonico, ricettore-emettitore di segnali e informazioni. Essa si presenta come una copertura sullo spazio esterno-interno della piazza di ingresso, permeabile alla pioggia e all’aria, ma filtrante i raggi del sole per creare condizioni accettabili per la sosta all’esterno.

 

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Con la parabola si configura lo spazio della piazza di accesso, elemento filtro e camera di compensazione, mediazione nel passaggio tra l’esterno e l’interno. La temperatura della piazza, grazie alla schermatura della parabola e a specchi d’acqua e giochi di fontane e acqua nebulizzata, viene controllata e limita molto lo shock tra l’esterno, fortemente assolato e l’interno climatizzato. 

La copertura-parabola, inoltre, raffigura il LOGO di ARABSAT tridimensionale. I quattro pilastri che la sostengono sono i quattro segni principali del logo, visibili dall’alto a grande distanza, mentre solo accennati dal basso.  Il logo è completato dalla rimanente struttura della copertura-parabola sulla cui poggiano pannelli in metallo traforati che schermano i raggi solari.

 

La HALL INTERNA , senza soluzioni di continuità, libera come l’esterno e fluida, ha la forma che ricorda l’area di copertura di un satellite. L’ampiezza e le trasparenze, che lasciano intravedere tutte le funzioni e l’efficienza della struttura, sono di forte impatto ai visitatori.

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Perimetralmente alla hall si sviluppano quattro cilindri di acciaio e vetro. Quattro cilindri - come quattro sono i satelliti di Arabsat attualmente in orbita - che collegano il suolo al cielo e che portano ai piani inferiori aria e luce.

 I PATIOS CIRCOLARI sono dei giardini interni completamente vetrati, delle oasi verdi dalle quali piove la luce.
I patios circolari, cilindri strutturali, sono formati da involucri in acciaio, che ne seguono la forma, sostenendo allo stesso tempo i solai che intersecano.

Le partizioni interne, le passerelle, gli ascensori e le scale sono in acciaio, alluminio e vetro, quasi a creare un unico spazio visibile con un colpo d’occhio. Naturalmente, è possibile creare le necessarie schermature e separazioni nette degli ambienti di lavoro, grazie a sistemi di oscuramento LCD automatizzati, tende interne, serigrafie sulle vetrate, ecc.

 


 
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