Marcelo Rossi

Asilo, Scuola Elementare e Media – Altavilla Vicentina, Italia - 2002

Progetto:SCUOLA MEDIA, ELEMENTARE E ASILO

Città: ALTAVILLA VICENTINA

Anno: 2002

Cliente: Comune di ALTAVILLA VICENTINA

Servizi Professionali : Progetto Preliminare

Dimensioni: volume generale 9.600 mc.

Superficie Totale 2.400 mq.


 

L'idea-base del progetto

Si è provato a dar corpo all'idea - certo inevitabilmente astratta - di crescita, cioè di rapporto del bambino con ciò che deve venire, con l'avvenire.

Il bambino cresce. E' questo che il bambino fà inevitabilmente, e che corrisponde alla sua ultima essenza. Crescere è suo compito e diritto. Così come per tutto ciò che vive, che sia un seme o un animale, la crescita è ampliamento, occupazione di uno spazio vitale sempre maggiore, vittoria sull'esterno, e affermazione di sè. Per un bambino, poi, non solo ampliamento fisico come per il seme, ma allargamento degli orizzonti mentali e della coscienza, scoperta di meccanismi nuovi.

Il progetto vuole rappresentare spazialmente questa che è l'attitudine principale del bambino, la sua propria e insopprimibile vocazione a crescere. Esso si compone di tre volumi in crescita, destinati rispettivamente alla scuola materna, a quella elementare, e agli spazi integrativi

 

nostra idea di rapporto educativo

I tre volumi in crescita vogliono dare corpo all’intuizione che il bambino attenda e desideri il futuro, appunto perché ciò significa affermarsi in tutti i sensi (maggior peso, altezza, abilità, conoscenza), e quindi possa godere del passaggio dall’edificio più piccolo della scuola materna a quello più grande di quella elementare, come concreta proiezione di sé e della sua propria esperienza di crescita.

Il progetto intende poi, ad un livello ulteriore, evidenziare l’essenza della crescita come frutto di un rapporto educativo. Su di una struttura comune, che simboleggia la solidità del passato, si articolano tre corpi differenziati, che intendono rappresentare la diversità dei percorsi individuali, le possibili traiettorie di un futuro incerto e imprevedibile ma allo stesso tempo fondato su qualcosa di conosciuto e capito.

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RELAZIONE COMPLETA

 

 

L'idea-base del progetto.

Si è provato a dar corpo all'idea - certo inevitabilmente astratta - di crescita, cioè di rapporto del bambino con ciò che deve venire, con l'avvenire.

Il bambino cresce. E' questo che il bambino fà inevitabilmente, e che corrisponde alla sua ultima essenza. Crescere è suo compito e diritto. Così come per tutto ciò che vive, che sia un seme o un animale, la crescita è ampliamento, occupazione di uno spazio vitale sempre maggiore, vittoria sull'esterno, e affermazione di sè. Per un bambino, poi, non solo ampliamento fisico come per il seme, ma allargamento degli orizzonti mentali e della coscienza, scoperta di meccanismi nuovi.

Il progetto vuole rappresentare spazialmente questa che è l'attitudine principale del bambino, la sua propria e insopprimibile vocazione a crescere. Esso si compone di tre volumi in crescita, destinati rispettivamente alla scuola materna, a quella elementare, e agli spazi integrativi.

 

In quella continua linea di sviluppo e crescita che è l’infanzia, ricordo che c'è un tempo - che più o meno corrisponde con l'apertura all'esterno, l'andare all'asilo, il conoscere amichetti - in cui il primo pensiero, svegliandosi, va alle cose belle e piacevoli che si vivranno durante il giorno. Si scopre allora l'attesa, insieme ad un senso mai provato di impazienza e di vuoto, e si inizia ad intuire che il futuro è ricco, e che quindi ha un costo. Sull'orologio i minuti scorrono con regolarità, ma una volta per sempre il tempo si rivela non uniforme e non lineare; piccoli traguardi lo cadenzano, eventi desiderati o indesiderati gli danno forma, lo curvano, lo spezzano.

Da un certo momento in poi del suo sviluppo, quindi, il bambino scopre l'esperienza del desiderio e, desiderando, si proietta in avanti. Vuole il futuro.

La prima scuola per un bambino è imparare a desiderare e attendere.

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nostra idea di rapporto educativo.

I tre volumi architettonici in crescita vogliono dare corpo all’intuizione che il bambino attenda e desideri il futuro, appunto perché ciò significa affermarsi in tutti i sensi (maggior peso, altezza, abilità, conoscenza), e quindi possa godere del passaggio dall’edificio più piccolo della scuola materna a quello più grande di quella elementare, come concreta proiezione di sé e della sua propria esperienza di crescita.

Il progetto intende poi, ad un livello ulteriore, evidenziare l’essenza della crescita come frutto di un rapporto educativo. Su di una struttura comune, che simboleggia la solidità del passato, si articolano tre corpi differenziati, che intendono rappresentare la diversità dei percorsi individuali, le possibili traiettorie di un futuro incerto e imprevedibile ma allo stesso tempo fondato su qualcosa di conosciuto e capito.

Una scuola che è insieme unità e diversità, singolarità e molteplicità, vita comune ed esperienza solitaria, identità del seme e varietà dei rami e dei germogli.

Ogni rapporto educativo, infatti, è relazione tra la solidità di ciò che appartiene al passato e l’attesa di ciò che ancora non è nostro, ma che pure viviamo nell’impazienza o nel desiderio. E la scuola deve essere essenzialmente consapevolezza di ciò che è stato e tensione verso ciò che sarà; coscienza dell’unità della storia passata e insieme della molteplicità delle esperienze che su quella storia si fondano.

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Questa articolazione nel tempo esige anche un raccordo nello spazio, che il progetto evidenzia inserendo i tre corpi nel declinare del terreno. Si forma così una struttura a pettine, che stabilisce un forte collegamento tra volume edificato e prato; la terra entra a far parte del progetto, diviene così il luogo della storia, il sedimento di ciò che è stato ma anche il modo per rendere possibili i primi passi di coloro che sono destinati ad essere soggetti del futuro.

La modulazione del progetto salda così l’idea educativa all’essere stesso della natura, che diventa generatrice del nuovo e suo nutrimento.

 

Connettore generale e spazi espositivi

Forma organica, come la stessa terra che lo contiene, vuole essere non solo il luogo che lega le varie parti del progetto, ma anche uno spazio pensato per fermarsi, incontrarsi, giocare, creare spazi per mostre e attività varie. Si illumina in maniera naturale attraverso i lucernai del tetto a giardino, e lateralmente attraverso aperture rivolte ad est.


 
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