Marcelo Rossi

Scuola Media - Capiago Intimiano, Italia - 2002

Progetto: SCUOLA MEDIA – BIBLIOTECA - TEATRO

Città: CAPIAGO INTIMIANO - ITALIA

Anno: 2002

Cliente: Comune di CAPIAGO INTIMIANO

Servizi Professionali / Tipo: Progetto Preliminare

Dimensioni: volume generale 10.921 mc.

Superficie Totale 2.427 mq.


L’idea che siano esistiti per tanti secoli due insediamenti urbani indipendenti, storicamente distinti, eppure così vicini, si colora ai nostri giorni di un misterioso fascino. Racconta di un tempo senza mezzi di trasporto, e quindi di una nozione dello spazio totalmente diversa rispetto a quella odierna. Parla di vite trascorse a camminare, spese magari interamente nell’ ambito ristretto di poche case.

Siamo stati colpiti, noi figli di un mondo globalizzato, che pensa lo spazio sempre e solo in grande, da queste due identità – Capiago e Intimiano -, da questi due nuclei perfettamente autonomi, ciascuno così piccolo e quasi replicante l’altro, indipendenti ma vicinissimi.

L’idea forte del progetto è quindi stata quella di voler dar corpo al dualismo, ovvero al ritmo di due tempi ravvicinati, che è ispirato dalla stessa conformazione della struttura urbana. Esiste, infatti, Capiago, ed esiste Intimiano. Hanno convissuto per secoli. Il “nuovo polo scolastico” vuole far dialogare queste due situazioni urbane che attraverso il tempo inesorabilmente si vanno riunendo; nella consapevolezza che sempre esisteranno due nuclei storici distinti, e tuttavia anche crescerà progressivamente la spinta ad amalgamare, confondere, senza mai poter soffocare, però, l’identità di due realtà distinte.

L’intervento proposto vuole rappresentare questo dualismo, tanto nell’organizzazione, quanto nel linguaggio architettonico.

 

 

RELAZIONE COMPLETA

 

L’idea-base. L’idea che siano esistiti per tanti secoli due insediamenti urbani indipendenti, storicamente distinti, eppure così vicini, si colora ai nostri giorni di un misterioso fascino. Racconta di un tempo senza mezzi di trasporto, e quindi di una nozione dello spazio totalmente altra rispetto a quella odierna. Dice di vite trascorse a camminare, spese magari interamente nel cerchio ristretto di poche case.

Siamo stati colpiti, noi figli di un mondo globalizzato, che pensa lo spazio sempre e solo in grande, da queste due identità – Capiago e Intimiano -, da questi due nuclei perfettamente autonomi, ciascuno così piccolo e quasi replicante l’altro, indipendenti ma vicinissimi.

L’idea forte del progetto è quindi stata quella di voler dar corpo al dualismo, ovvero al ritmo in due tempi ravvicinati, che è ispirato dalla stessa conformazione della struttura urbana. Esiste, infatti, Capiago, ed esiste Intimiano. Hanno convissuto per secoli. Il “nuovo polo scolastico” vuole far dialogare queste due situazioni urbane che attraverso il tempo inesorabilmente si vanno riunendo; nella consapevolezza che sempre esisteranno due nuclei storici distinti, e tuttavia anche crescerà progressivamente la spinta ad amalgamare, confondere, senza mai poter soffocare, però, l’identità di due realtà distinte.

L’intervento proposto vuole rappresentare questo dualismo, tanto nell’organizzazione, come nel linguaggio architettonico.

 

La piattaforma. Nell’organizzazione dello spazio urbano disponibile, elemento di fondamentale importanza è la creazione di una grande piattaforma, che imprime sintesi e decisione ad un settore visibilmente disordinato. All’altezza di via Camuzio, infatti, si individua una quantità considerevole di flussi: veicolari, pedonali, ciclabili. Si crea, così, proprio nella parte più alta del terreno, una situazione caotica e scarsamente riconoscibile.

Si decide quindi di dare armonia ed unità a questo spazio, riassumendolo all’interno di precisi limiti, e si crea, così, una vasta piattaforma formata da un piano orizzontale a livello (+420m), con funzione di connessione e organizzazione dei flussi e degli accessi. Si tratta di una ampia figura quadrata, che si sposa al contesto circostante, riproducendo in linea di massima le proporzioni del cimitero.

Nel tentativo di dare corpo all’idea-base del progetto – e quindi di rappresentare il dialogo tra i nuclei storici di Capiago Intimiano -, la funzione vitale di tale piattaforma sta appunto nel riunire, e nel dare alle persone la possibilità di partorire una identità spaziale comune e forte. Essa funziona da catalizzatore, cui arrivano e da cui partono percorsi pedonali e carrabili.

Dalla piattaforma attraverso un piccolo ponte pedonale, ovvero anche dal teatrino attraverso una scala, si accede ad una terrazza. Essa si trova allo stesso livello della piattaforma, ed è costituita dal tetto del piano terra dell’edificio scolastico, reso accessibile e percorribile. Si lascia in questa maniera la possibilità di un percorso alternativo di uso pubblico sopraelevato rispetto alle aule scolastiche e il cui utilizzo quindi non interferisce nelle attività didattiche. Tale terrazza è poi anche il luogo di accesso al blocco amministrativo del polo scolastico.

 

La scuola media. (1°stralcio). Le idee di fondo che ispirano l’intero progetto, sono forse quelle di dualità e insieme di correlazione: dualità di nuclei storico-urbanistici (Capiago Intimiano) e relazione tra essi. Anche per quanto riguarda specificamente il linguaggio architettonico del polo scolastico, tali idee sono riproposte e rappresentate a più livelli. In primo luogo l’organizzazione della intera struttura (comprendente sia il I che il II stralcio) è a forma di una V i cui due bracci sono correlati da un portico che fà da cerniera e che funziona da ingresso.

Più particolarmente ancora, la scuola media (1°stralcio) si compone di due corpi sovrapposti, bassi e lunghi, che si sviluppano orizzontalmente attraverso due fasce di vetrate di due colori differenti. Il piano terra ospita la serie di classi rivolte ad Ovest, con il sistema di circolazione orizzontale, la mensa, la biblioteca e le aulee per i docenti rivolti ad est. Al piano superiore il blocco dell’amministrazione generale e le piccole aulee per gruppi, rivolti ad ovest. L’ingresso principale è attraverso la piattaforma, dalla quale si accede alle classi per studenti ad un livello inferiore (+416m) e al blocco amministrativo generale allo stesso livello (+420m). Ciascuno dei due piani è caratterizzato da due estremi ben differenziati, l’uno in contatto con il portico quadrato che fà da cerniera d’ingresso e con la piazza, l’altro che si apre al contesto paesaggistico dialogando con il teatrino e con il campo sportivo.

L’orizzontalità pretende creare una distensione che imiti il paesaggio circostante; linee montagnose dolci e orizzontali sono infatti la dominante del contesto naturale.

Appare evidente come dal generale al particolare si ripropone un ritmo binario, in cui due elementi sono distinti e contemporaneamente tenuti uniti. I due bracci del polo scolastico unitariamente considerato, collegati da una cerniera di ingresso; i due corpi sovrapposti nell’edificio della scuola media, con la sottolineatura delle due fasce di vetrate di colori differenti, e dei due estremi fortemente caratterizzati.

 

2° Stralcio. E’formato da 4 corpi che ospiteranno le attività, didattiche e non, previste dalla totalità dell’intervento, da realizzarsi in un secondo momento. Questi 4 volumi si sviluppano su un asse lineare lungo un percorso esterno, costituendo nel dialogo architettonico con la scuola media (1°stralcio) una traccia a forma di V, il cui estremo angolo acuto si appoggia nella piattaforma e vi termina. Il  percorso lineare esterno ha poi dei bracci perpendicolari che collegano i quattro edifici e servono ad essi come accesso.

Le proporzioni volumetriche dei quattro corpi prendono come punto di riferimento iniziale il volume già esistente della palestra comunale, per cui vanno diminuendo progressivamente di dimensioni, per giungere infine ai due volumi minori, che ospiterebbero le classi della scuola elementare nella proposta per il 2° stralcio. La forma a V accoglie al suo interno il cortile della scuola – di dimensioni davvero generose – e conferisce unità tipologica e sintesi all’intero polo scolastico.

 

Il cortile della scuola. Tra la scuola media e la futura scuola elementare, si sviluppa, come detto, un grande cortile; ma si è pensato anche di lasciare che ciascuna classe della scuola media, dall’altro lato dell’edificio, si appoggiasse all’esterno, prevedendo una serie di piccoli patii, che mettono in relazione l’interno delle aulee con l’ambiente circostante e quindi simbolicamente ciascun alunno con la natura e con la comunità.

Quando la scuola è chiusa, il vasto cortile centrale, così come i piccoli cortili pedagogici, si trasformano in uno spazio di libero utilizzo da parte della cittadinanza, lasciando l’edificio della scuola chiuso in sé stesso, come un’isola, ma garantendo sempre la possibilità che questa sia totalmente permeabile aprendo le porte al passaggio da un cortile all’altro, o al contrario totalmente serrata e inaccessibile.

 

Il teatrino. Si appoggia alla pendenza naturale del terreno. La pista ciclo-pedonale – che è stata interamente rispettata – partecipa attivamente alla conformazione del teatrino dividendolo in due settori di utilizzo differente. Un settore di scala ridotta per manifestazioni minori, con una capacità di 200 persone, e un altro – al di là della pista ciclabile – con capacità di 1600 persone: per cui il teatrino nei suoi due settori riuniti presenta una capacità di 2000 persone circa. La pista attraversa il teatrino ad una quota inferiore, in maniera tale da non disturbare la visione del pubblico in direzione della scena; e può anche, in casi particolari, funzionare come parte integrante della scena. Il palco in basso, su cui si svolge la scena, è ricoperto e protetto dalla copertura.

 


 
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