Marcelo Rossi

Rione Rinascimento – Parco Talenti – Roma - 2002

Progetto: EDIFICIO RESIDENZIALE

Città: ROMA – PARCO TALENTI

Anno: 2002

Cliente: FINEUROPA spa

Servizi Professionali / Tipo: Progetto Preliminare

Dimensioni: 240 appartamenti

volume generale 80.236 mc

volume degli appartamenti 75.736 mc.

volume dei negozi 4.500 mc


1° Premio

di PAOLO PORTOGHESI (presidente di giuria),Estratto del libro "Rione Rinascimento" pag. 14 Gangemi Editore.
Il progetto si distingue per aver affrontato con convinzione e con ottimi risultati il problema, sollevato dal bando di concorso, di sperimentare case “in linea" da accostare, come nei centri storici, ad altre, progettate da diversi architetti", un tema che chi scrive aveva proposto nella mostra de La Biennale di Venezia del 1980 intitolata La presenza del passato e che rimane uno dei termini di paragone per una architettura che voglia affrontare realisticamente il tema del tessuto urbano e cioè del rapporto tra architettura e città.
Sfruttando la pendenza del terreno, il gruppo Rossi ha contrapposto alla oscillazione in altezza ,che tende a dividere la schiera in sezioni verticali, una fascia orizzontale vetrata, che ospita gli ingressi e i negozi e, partendo da terra, si conclude con una terrazza aperta verso il parco. Questo progetto è tra quelli che hanno dimostrato maggiore sensibilità nei confronti della particolare situazione paesaggistica del rione Rinascimento e della sua integrazione con il parco

 

RELAZIONE COMPLETA

 

Si è voluto dare interpretazione e risposta alla tipologia abitativa proposta dal bando  con l’espressione “case in linea da accostare, come nei centri storici, ad altre progettate da diversi architetti”.

Il termine di riferimento – che è quello dei centri storici – fa pensare ad un sistema di proporzioni insieme vario ed armonico, in cui linee verticali dividono, identificano e de-terminano il limite ultimo dei palazzi, che appaiono così sempre fortemente identificabili per colore, altezza, forma e posizione delle finestre. In questa sorta di de-cisione spaziale, però, il confine non separa semplicemente, ma dà ritmo e pone in relazione, dialogando immediatamente con la strada e i palazzi, citando e riprendendo elementi architettonici già esistenti.  Ogni nuovo palazzo di un centro storico è come se proseguisse un discorso già iniziato, riprendendo il racconto. Dal punto di vista strutturale, costruttivo e funzionale, invece, si tratta di blocchi perfettamente individuali, senza vincolo tra loro, il che ha permesso che il centro storico potesse essere costruito con assoluta flessibilità sia nei tempi che nel disegno urbanistico e architettonico.

 

Il nostro progetto si preoccupa di garantire le stesse opportunità di varietà, flessibilità, armonia generale. Gli edifici sono pensati per blocchi assolutamente autonomi strutturalmente e funzionalmente blocchi assolutamente autonomi strutturalmente e funzionalmente, ben identificabili attraverso una leggera diversificazione del colore esterno dei pannelli scorrevoli. Tali pannelli sono assi di legno colorato montati su strutture in bronzo, lievemente obliqui rispetto alla linea dei muri esterni e dei tetti.

Si crea così una decisa impressione di autonomia e diversità di ciascun blocco, e ogni facciata assume espressione e respiro diversi a seconda della chiusura-apertura, del colore e dell’inclinazione dei pannelli.

Ci è sembrato importante che con un veloce sguardo ognuno potesse riconoscere, dal basso e da lontano, la propria casa. Vogliamo dare il senso di un’abitazione in cui la persona si possa raccogliere e riconoscere come individuo, non isolato ma distinto dagli altri.

 

Si è deciso di non chiudere lo sguardo disteso sul Parco Talenti, e di concedere piuttosto a ciascun edificio – sfruttando la pendenza del terreno in quel punto - l’apertura visiva su quella rara porzione di verde cittadino.

Siamo partiti dal punto più alto, per creare da lì una piattaforma orizzontale, da cui partono gli accessi agli edifici e su cui si situano i negozi. Si tratta di un diaframma interamente trasparente, un forte e deciso taglio all’interno del volume abitativo, che prosegue all’esterno creando una terrazza-giardino aperta sul verde.

 

Il dato che caratterizza gli ultimi decenni è l’estrema velocità nelle modificazioni di stili e tendenze. Le forme di vita appaiono ormai variare più rapidamente di quanto non facciano le abitazioni. E’ per questo che gli alloggi dovrebbero permettere qualsiasi tipo di modifica e flettersi continuamente, prendendo forma e plasmandosi a seconda delle esigenze.

Concentrare gli spazi di servizio su un'unica linea, permette un’assoluta flessibilità degli spazi serviti.

Contemporaneamente la distinzione tra un sistema-base (sistema di accessi, negozi, taglio e piattaforma orizzontali, percorso e terrazza-giardino) e un sistema-flessibile (blocchi di abitazioni funzionalmente autonomi), offre la possibilità di intervenire nel sistema flessibile con progetti di diversi disegnatori, dovendo solo rispettare il sistema base in maniera unitaria

 

 


 
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